Cristiano Ronaldo non accetta il tempo che passa. Soprattutto al massimo livello
TMWSpesso si dicono che i campioni siano senza tempo. Che a oltre quarant'anni potrebbero giocare in Serie A, come Francesco Totti. Il problema è che il paradigma è dato da Cristiano Ronaldo, che di anni ne ha quarantuno e non ha più la brillantezza di un tempo. È normale e nemmeno il mestiere può mascherare un corpo che va piano rispetto a prima. Lionel Messi lascia la Nazionale perché sa di non potere essere più quello che ha incantato e che, forse, diventerebbe troppo ingombrante in panchina.
Trofeo vinto
Cristiano Ronaldo, nelle interviste dell'epoca, diceva di avere un sogno. Di potere portare la Nazionale a un trofeo maggiore, fosse l'Europeo o il Mondiale. Lo ha fatto dopo avere bucato il primo, forse il più facile: 2004, in Portogallo, uno a zero per la Grecia con un suo errore incredibile davanti a Nikopolidis. Magari sarebbe cambiato completamente il corso della storia. Oppure della sua storia. Non è però pensabile che, dopo una panchina e una vittoria, possa andarsene dal ritiro e, di fatto, ufficializzando l'addio.
Il più grande?
Il problema è che Ronaldo voleva essere ricordato come il migliore di sempre. Non lo sarà, perché può forse lottare con tutti, ma Pelè, Messi e Maradona gli sono un gradino sopra. Non tanto per i gol segnati, ma per l'incidenza nei Mondiali. Chissà che sia proprio questo il problema per chi, comunque, è un'icona del gioco e lo sarà per sempre, ben oltre la sua vita mortale.
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